Cos’è la Tomosintesi?

La Tomosintesi (DBT), Mammografia Digitale 3D, è una tecnica di esame simile alla mammografia. Nella mammografia 2D la sovrapposizione del tessuto fibroghiandolare (denso) può ridurre la visibilità di lesioni maligne (falsi negativi) o sovradiagnosticare lesioni dubbie (falsi positivi).

La tomosintesi è:

  1. E’ una tomografia ad angolo limitato applicata alla mammografia

  2. Contribuisce a ridurre gli artefatti da sovrapposizione e a ovviare al mascheramento delle lesioni relativo alla densità mammaria.

  3. E’ tecnologia di recente introduzione e di forte impatto per la diagnosi della patologia tumorale della mammella.

Nelle nuove generazioni di tomosintesi il mammografo acquisisce subito gli strati 3D e ricostruisce con algoritmo matematico (c-view) l’ immagine 2D per cui la dose radiante finale è simile a quella di una mammografia digitale tradizionale

 La tomosintesi, potrebbe intervenire sul cosiddetto “rumore anatomico” che riduce l’accuratezza e la sensibilità della mammografia convenzionale e digitale. In tomosintesi la radiografia della mammella viene ottenuta con diversi angoli di acquisizione, tramite il movimento del tubo per un determinato arco con esposizione a basse dosi, ma multiple, con un netto miglioramento della visibilità della lesione e dei margini.

La tomosintesi determina una migliore interpretazione radiologica, in particolare nei seni densi e nelle lesioni multifocali riducendo inoltre i falsi positivi.

Questa nuova tecnologia già monitorata possiede un suo ruolo ottimale in senologia diagnostica.

Le nuove apparecchiature aumentano sensibilmente la diagnosi, il cancer detection rate, riducono le letture dubbie, i falsi positivi e abbassano notevolmente i richiami per ulteriori approfondimenti diagnostici.

 Le finalità:

  1. Individuare lesioni che ora sfuggono alla mammografia digitale diretta (2D)

  2. Ridurre il numero dei falsi positivi

  3. Incidere sul tasso di richiami

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